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Uno dei motivi per cui si dovrebbero sempre programmare delle visite di controllo dal proprio dentista è quello di evitare la formazione del tartaro.

Questo, infatti, può causare numerosi disturbi a denti e gengive, delle volte anche molto seri.

Il tartaro non deve essere confuso con la placca. Al contrario di ciò che molti pensano, c’è differenza tra placca e tartaro, sebbene tra i due vi sia un legame, ma vediamo di saperne di più su entrambi.


Differenza tra placca e tartaro: la placca

Per capire cosa sia la placca devi immaginare una patina, una pellicola, che aderisce perfettamente al dente.

In realtà si tratta proprio di una patina molto appiccicosa, sebbene sottile, costituita da batteri, sali minerali e zuccheri. Alla vista si presenta incolore e tende ad accumularsi sulla superficie dei denti

.

La sua formazione è un processo complesso, ma è imperante sapere che si forma costantemente e che deve essere rimossa per evitare che degeneri in problematiche più serie. Si tratta quindi di un processo naturale: i batteri si formano costantemente nella bocca e proliferano al suo interno!

La formazione della placca inizia già dopo pochi minuti dal momento in cui ti sei lavato i denti, ed ecco perché è molto importante spazzolarli almeno tre volte al giorno e nel modo corretto. Gli zuccheri che sono contenuti sia nei cibi che nelle bevande che ingeriamo, si combinano con la placca e danno luogo alla formazione di acidi.

Questi attaccano la superficie del dente, lo smalto, arrivando a danneggiarlo e causando formazione della carie. Ma non solo, perché la placca si deposita anche nel solco gengivale ed è qui che dà luogo a disturbi come la gengivite, causando infezioni, gengive gonfie, sanguinamento, alitosi e, talvolta, procurando stati dolorosi.

Nei casi più gravi, la placca ha come conseguenza la formazione del tartaro e può sfociare in patologie molto serie per la bocca, come la parodontite. Ma vediamo come si può prevenire la formazione della placca.


Prevenire la formazione della placca

Per prevenire la formazione della placca si devono spazzolare i denti con costanza e regolarità, soprattutto dopo i pasti principali o l’assunzione di bevande zuccherate.

Una buona igiene orale è quindi sufficiente a prevenire questo problema, ecco qualche consiglio:

  • Lava bene i denti, spazzolandoli dall'alto verso il basso (arcata superiore) e dal basso verso l’alto (arcata inferiore).
  • Utilizza il filo interdentale tutti i giorni o lo scovolino (scegli la misura più adatta o chiedi consiglio al tuo dentista) in modo da rimuovere anche i residui che non sono raggiungibili con lo spazzolino
  • Limita l’assunzione di cibi e bevande che contengono zuccheri o amidi.
  • Vai dal dentista regolarmente per una igiene orale professionale.

E se la placca si è già formata come si fa?
Nessun problema perché si può rimuovere con gli stessi accorgimenti che abbiamo appena descritto.
L'importante è essere costanti e non sottovalutare mai i danni che potrebbe provocare la nostra incuria dentale.

LEGGI anche il nostro articolo: Come lavarsi i denti nel modo giusto

Quando la placca diventa tartaro

Abbiamo detto che il tartaro e la placca non sono la stessa cosa, ma che sono strettamente connessi tra loro. Potremmo dire -per semplificare- che l’uno è la conseguenza dell’altra.

Quindi cosa è il tartaro?

Il tartaro, che viene chiamato anche calculus, è la conseguenza dell’indurimento della placca.
Si può formare sia in prossimità della gengiva che al di sotto del margine gengivale. A differenza della placca, che a occhio nudo è praticamente invisibile, il tartaro è ben visibile e risulta di colore giallo, bianco, marrone o nero.

Vi sono due tipi di deposito di tartaro classificati a seconda della loro posizione:

  • Tartaro sopragengivale: è il tartaro che si forma al di sopra della gengiva e che appare come un’incrostazione di colore giallino o bianco che lambisce l’orlo gengivale e il dente.
  • Tartaro sottogengivale: questo tipo di tartaro è posizionato al di sotto della gengiva ed è decisamente più difficile da individuare, quindi più rischioso per la salute dei denti e delle gengive. Sovente, questa tipologia di tartaro ha un colore scuro perché si pigmenta a contatto col sangue.

Come si individua il tartaro sottogengivale

Come abbiamo detto, se il tartaro posizionato al di sopra dell’orlo gengivale è facilmente visibile, ed è decisamente antiestetico, il tartaro sottogengivale va individuato con l’ausilio di radiografie endorali e con sondaggio parodontale, dato che a occhio nudo non si vede.

Più il tartaro è mineralizzato, quindi vecchio, più è visibile nelle radiografie.

Quali sono le cause di placca e tartaro

La placca e il tartaro sono causati da una cattiva o scarsa igiene orale, c’è poco da girarci attorno.

Oltre a questa causa principale, però, ci sono anche diversi fattori che ne facilitano la formazione, come alterazioni della saliva o dentatura non in linea.

I denti storti, infatti, sono più difficili da pulire perfettamente, e questo, oltre a quello estetico, è uno dei motivi per cui si dovrebbero sempre riallineare.

Quali rischi comporta la presenza di placca e tartaro

Placca e tartaro, che come abbiamo visto non sono la stessa cosa, ma sono correlati e possono causare diversi disturbi e patologie della bocca.

La carie, per esempio, è causata da alcuni batteri che sono presenti nella bocca e che grazie a placca e tartaro possono riprodursi con una certa facilità. Questi batteri, se non vengono eliminati, raggiungono la dentina, causando così elevata sensibilità al dente alle variazioni della temperatura di cibi caldi o freddi.

Se non si corre ai ripari ai primi sintomi del disturbo, la carie arriva fino alla polpa del dente causando un forte dolore e compromettendo la salute del dente.

Un altro disturbo causato da tartaro e placca è la gengivite. Si tratta di un‘infiammazione delle gengive che diventano gonfie, si arrossano e possono anche sanguinare.
In presenza di questi sintomi ci si deve recare immediatamente dal dentista in modo che possa intervenire tempestivamente eliminandone la causa, dunque rimuovendo placca e tartaro.

Infine, il disturbo più invasivo causato dal tartaro sottogengivale, è sicuramente la parodontite. Questa è una patologia a carattere infiammatorio che sfocia nella distruzione dei tessuti che sono preposti al sostegno del dente. In questo modo, se non si interviene quanto prima, il dente cade.

Come rimuovere la placca e il tartaro

Per quanto riguarda la rimozione di placca e tartaro, si deve intervenire in modo differente.

La placca può essere rimossa a casa, lavandosi accuratamente i denti, quindi spazzolandoli nel modo corretto e per un tempo congruo, almeno due volte al giorno, soprattutto alla sera.

Per rimuovere il tartaro, invece, occorre andare dal dentista. Il trattamento a cui ci si deve sottoporre si chiama detartrasi e consiste nella rimozione meccanica del tartaro sia sopra gengivale che sotto gengivale mediante l’utilizzo di strumenti sonici.

Il consiglio è quindi quello di effettuare un controllo periodico, oltre a seguire le normali regole igieniche quotidiane, e una pulizia dei denti ogni 6 mesi circa o secondo la prescrizione del dentista.

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